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Parco della biodiversità agricola 

"La natura non fa nulla invano". (Aristotele)

Tra le tante emergenze ecologiche causate dall'Uomo possiamo considerare anche quella della scomparsa di piante ed animali, la cui varietà con cui si esprimono costituisce la biodiversità. Diverse sono le cause, ma quella della distruzione degli ambienti naturali è indubbiamente la principale per quanto riguarda le specie selvatiche, mentre in agricoltura lo è l'industrializzazione delle tecniche di coltivazione e di allevamento, che ha causato la scomparsa di centinaia di varietà vegetali e razze animali.
L'evoluzione degli organismi viventi sulla Terra è sempre stata caratterizzata dall'estinzione di specie e dalla comparsa di nuove più adatte, fenomeno insito nel processo di selezione naturale. Ci sono già state grandi estinzioni di specie nella storia della vita sulla Terra, ma mai come ora il ritmo è stato così elevato.
Non stiamo ad elencare le numerose funzioni che le milioni di specie animali e vegetali svolgono nell'equilibrio naturale e l'importanza che hanno avuto e che continuano ad avere per l'Uomo. Vi basti sapere che la nostra specie non potrebbe sopravvivere senza piante ed animali da cui ricavare cibo, energia, materiali da costruzione,
tessuti, medicinali, ecc. ecc.
Uno dei modi per proteggere le specie viventi dall'estinzione è quello di salvaguardare gli ambienti in cui vivono, istituendo aree protette. La nostra azienda agricola biologica si trova proprio all'interno di un area protetta: il Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa. Inoltre, uno dei principi dell'agricoltura biologica è quello di mantenere e ricostituire ambienti naturali, essendo la ricchezza di vita considerata salute ed equilibrio. In tal senso, Dulcamara si è da sempre impegnata, in collaborazione con l'Ente Parco, a salvaguardare e migliorare gli ambienti naturali, svolgendo interventi di rinaturalizzazione di aree degradate, manutenzione e miglioramento di boschi e realizzazione di sentieri e aree di sosta per la fruizione da parte dei visitatori.

Con motivazioni analoghe abbiamo deciso, 6-7 anni fa, di impegnarci in un progetto specifico a favore anche della biodiversità agricola, allevando razze regionali a rischio di estinzione e realizzando un sentiero di frutti antichi. Abbiamo chiamato il progetto "Parco della biodiversità agricola" perchè è stato pensato come uno spazio fruibile a tutti in cui conoscere, attraverso i sensi, una piccola parte dell'immenso lavoro di selezione e miglioramento genetico che hanno svolto milioni di contadini durante i secoli passati.

 

Allevamento di razze animali a rischio di estinzione

La cultura dell’allevamento industriale in pochi decenni ha spazzato via decine di razze animali che oggi sono in serio pericolo di estinzione. Le cause sono sostanzialmente legate alla specializzazione degli allevamenti verso la mono-attidudine, cioè si selezionano razze che producono molto latte o molta carne il più velocemente possibile. Animali ad attitudine multipla non corrispondono più alle esigenze del mercato. Ciò favorisce l’omogenizzazione e si va verso un mondo dove solo poche razze sono alla base della maggior parte della produzione mondiale. Le razze rustiche, ad attitudine multipla o ad accrescimento più lento o legate a zone marginali, scompaiono inesorabilmente. Molte sono le razze in via di estinzione sul territorio italiano, a diversi livelli di pericolo.
Il nostro impegno prevede l’allevamento delle sole razze emiliano-romagnole per focalizzare l’attenzione sull’importanza della tutela del patrimonio genetico locale, riducendo ulteriormente il campo a quelle razze che sono in stato critico, cioè con un pericolo reale di estinzione, rustiche e adatte al clima e ai terreni delle prime colline bolognesi.

Le razze allevate ad oggi sono le seguenti:

Le modalità di allevamento sono quelle relative ai disciplinari e alle leggi in materia di zootecnia biologica. Gli animali hanno quindi adeguato spazio vitale, possibilità di uscire all’aperto anche al pascolo, alimentazione rigorosamente biologica, sia autoprodotta che acquistata all’esterno.
Gli animali vengono allevati allo scopo primario riproduttivo, per contribuire a risollevare situazioni a forte rischio di estinzione. Per la riproduzione si ricorre ad animali sia presenti in azienda che esterni, cercando di incrociare linee genetiche differenti per aumentare la variabilità genetica interna alla razza. Tutti gli animali utilizzati per la riproduzione sono iscritti agli albi genealogici delle singole specie, garanzia dell’autenticità della razza. Gli animali
riprodotti e non più ospitabili in azienda, vengono venduti ad aziende interessate alla conservazione della biodiversità domestica, con priorità alle realtà agricole biologiche.

Funzioni secondarie, ma di non minor importanza, sono:

  • la didattica con le scuole (scuola fattoria)
  • il turismo equestre (con cavalli e asini)
  • fruizione ludico-ricreativa per famiglie con bambini
  • il sociale - pet therapy

 

Il sentiero dei frutti dimenticati

Fino a qualche decennio fa le piante da frutto erano parte integrante del paesaggio agrario, le si trovavano lungo i filari per sostenere le viti, erano utilizzate per ombreggiare le aie, e per delimitare i confini. I resti delle potature venivano utilizzati per sostenere gli ortaggi, per alimentare forni e stufe, le foglie servivano per creare le lettiere degli animali e i frutti consumati freschi o usati per conserve e marmellate. Per secoli i contadini hanno selezionato le piante selvatiche ottenendo varietà capaci di adattarsi ai diversi tipi di terreno, alle diverse condizioni climatiche, differenziate per precocità, cottura, uso medicinale o trasformazione. Le vecchie varietà locali, adattate al clima e al suolo su cui crescono erano più resistenti a malattie e attacchi di insetti, funghi, batteri e virus.
La diffusione dell’agricoltura meccanizzata ed alla globalizzazione dei mercati, ha portato negli ultimi anni alla drastica riduzione delle varietà di alberi da frutto coltivate. Le esigenze di mercato hanno spinto gli agricoltori verso la scelta su larga scala delle sole varietà richieste, che garantiscono una potenzialità di vendita e profitto maggiori. Ci troviamo oggi in una situazione dove la grossa distribuzione privilegia solo alcune varietà che sono, nella maggior parte dei casi, le sole ad entrare nelle case dei consumatori. Tutti conoscono le mele Golden o Stark ma più nessuno conosce le varietà di mele tipiche della propria regione. Il risultato di tutto ciò, è la scomparsa definitiva del patrimonio genetico locale, unica
garanzia di stabilità e resistenza nei confronti degli stress ambientali oggi sempre più frequenti.
Le varietà da frutta, diffuse nella regione fino a qualche decennio fa, ora sopravvivono solo nei giardini delle vecchie case di campagna, dove è difficile ritrovarle e classificarle con esattezza, poiché gli anziani ne ricordano solo i nomi dialettali.

Abbiamo selezionato alcune antiche varietà locali (della regione Emilia Romagna) di alberi da frutto, piantandole in linea lungo un percorso ad anello che ne permette una facile fruizione, con il supporto anche di una segnaletica e cartellonistica divulgativa.

 

Varietà piantate nel sentiero dei frutti dimenticati

Peri       

Meli 

Susini 

Frutti minori 

Bergamotta d'Esperain
Broccolina
Butirra hardy
Butirra precoce di Altedo
Coscia precoce
Curato
Lauro
Martin sec
Molinaccio
Mora di Faenza
Nobili
Oliver de seres
S. Maria
Scipiona
Spadona
Volpino

Abbondanza 
Astrakan rosso
Calvilla bianca invernale
Calvilla estiva
Calvilla rossa
Campanino
Carla
Ciocca rumela
Commercio
Decio giallo
Decio verde
Durello
Gelata
Lavina
Renetta Champagne
Renetta del canada
Renetta Walder
Rosa mantovana
Rosa romana
Scodellino
Verdone
Zamboni

Favorita del Sultano
Santa Rosa
Sorriso di primavera

Azzeruolo bianco
Azzeruolo rosso
Biricoccolo bolognese
Corbezzolo
Corniolo
Cotogno gigante di Vranja
Fico Brogiotto bianco
Fico Brogiotto nero
Gelso
Giuggiolo
Mandorlo

Melograno
Nespolo
Nocciolo
Noce
Sorbo
Vite "maritata" Verdea e Saslà

 
 

 
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