Dall’inizio del 2010 aderiamo ad Arcipelago ŠCEC Emilia-Romagna, accettando i buoni locali ŠCEC pari ad un 10-15% del valore di merci e servizi acquistati presso di noi.
Lo ŠCEC è un “buono” che circola tra le persone e le aziende che hanno aderito al circuito e che viene accettato in percentuale (configurandolo come riduzione del prezzo ) sul valore in euro delle merci o servizi scambiati.
Seminario condotto dalla Dott.ssa Paola Camisa, psicologa e psicoterapeuta sistemico-relazionale.
Come far emergere soluzioni che aiutino a superare difficoltà, insoddisfazioni, insicurezze, attraverso una rappresentazione del proprio sistema familiare.
Questo mese Libreria Atlantide ci propone una rassegna di narrativa e divulgazione, per bambini dai 7-8 anni e dagli undici anni in su, da cui attingere utili suggerimenti per eventuali regali natalizi.
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Il Fico è un albero da frutto originario dell'Asia occidentale, introdotto successivamente nell'area mediterranea. Testimonianze della sua coltivazione si hanno già nelle prime civiltà agricole di Mesopotamia, Palestina ed Egitto.
L'albero presenta due forme botaniche: il fico domestico (Ficus carica sativa) e il caprifico, o ‘fico delle capre' (Ficus carica caprificus), entrambi della famiglia delle Moraceae. Il secondo nome ‘carica' della nomenclatura originaria di Linneo si riferisce alla sua origine dalla ‘Caria', regione dell'Asia Minore. Il caprifico produce piccoli frutti poco appetibili, mentre il fico domestico comprende le numerose varietà di fichi che ben conosciamo, ma l'esistenza della varietà selvatica è vitale per la produzione del frutto da parte delle varietà domestiche. Una particolarità poco conosciuta del fico riguarda infatti la sua impollinazione. Essa dipende da un insetto (la Blastophaga psenes, dell'ordine degli Imenotteri, come le api e le vespe) che compie una parte del suo ciclo vitale sul caprifico e va poi ad impollinare il fico domestico. Gli antichi conoscevano bene questi aspetti dell'impollinazione del fico, se non altro nei suoi risvolti pratici, ed era diffuso l'uso di appendere rametti di caprifico fioriti tra le fronde dei fichi a produzione domestica.